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11 febbraio 2026: B. V. Maria di Lourdes

  • 21 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Oggi pomeriggio alle ore 16:00, presso il Santuario della Beata Vergine di Pontenovo, è stata celebrata la Santa Messa in occasione della XXXIV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO. Il tema della Giornata, proposto già nello scorso gennaio da papa Leone, è La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell’altro.



Il documento del papa si ispira alla celebre parabola del buon samaritano (Lc 10, 25-37) e richiama l'eredità di Papa Francesco (in particolare l'enciclica Fratelli tutti). Ecco una sintesi dei punti principali:


1. La Compassione come Scelta Attiva

Il Papa sottolinea che la compassione non è un vago sentimento di pietà, ma un'emozione profonda che spinge all'azione. Come il samaritano, il cristiano è chiamato a non "passare oltre", ma a fermarsi, farsi prossimo e farsi carico concretamente della sofferenza altrui.


2. La Relazione come Terapia

Il messaggio mette in guardia contro l'isolamento della malattia. Papa Leone XIV ribadisce che:

  • L'amore non è passivo: richiede di andare incontro all'altro indipendentemente dalla vicinanza fisica o sociale.

  • La prima cura è la presenza: spezzare la solitudine del malato è fondamentale quanto le terapie mediche.

  • Sentirsi membra di un solo corpo: la cura dei fragili non è un'opzione, ma un segno di fedeltà al Vangelo.


3. La Dimensione Sociale ed Ecclesiale

Il Papa richiama la responsabilità di tutta la comunità, non solo dei singoli:

  • Agli operatori sanitari e ai medici: sono invitati a vedere nel loro lavoro un'imitazione del "Samaritano divino", portando non solo competenza ma anche umanità.

  • Alla Chiesa: la cura dei malati deve essere un "esercizio sinodale di guarigione", dove nessuno è lasciato solo.

  • Istituzioni e famiglie: il messaggio esorta i parenti all'amore rispettoso e le istituzioni a non abbandonare chi chiede aiuto.


Durante la celebrazione di oggi, don Carlo ha amministrato il Sacramento dell'Unzione degli Infermi, come insegna il Catechismo: “L'Unzione degli infermi non è il sacramento soltanto di coloro che sono in fin di vita. (...) È opportuno ricevere l'Unzione degli infermi prima di un intervento chirurgico rischioso. Lo stesso vale per le persone anziane la cui debolezza si accentua. (...) La grazia fondamentale di questo sacramento è una grazia di conforto, di pace e di coraggio per superare le difficoltà proprie dello stato di malattia grave o della fragilità della vecchiaia. Questa grazia è un dono dello Spirito Santo che rinnova la fiducia e la fede in Dio e fortifica contro le tentazioni del maligno, cioè contro la tentazione di scoraggiamento e di angoscia di fronte alla morte”.



La Giornata mondiale del malato è ancora una volta occasione per esprimere gratitudine a tutte le persone che si prendono cura dei malati e dei sofferenti, in comunione con tutti coloro che soffrono nel mondo.


Al Santuario di Pontenovo umerose sono state le persone presenti a questa liturgia così sentita, sia anziani e ragazzi diversamente abili, ospiti del Centro di Accoglienza, che fedeli, per la maggior parte anziani.



Don Carlo ha portato direttamente il Sacramento dell'Unzione degli infermi alle persone in carrozzina. Gli altri fedeli hanno ricevuto l'Unzione avvicinandosi direttamente all'altare. Era presente anche don Pellegrino, che ha concelebrato.

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