San Francesco tra storia, arte e fede
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Venerdì 30 ottobre si è tenuto a San Polo, presso il salone dell'Oratorio Helder Camara, un importante incontro su San Francesco d’Assisi, tenuto dl prof. Franco Bolondi. In un'unica giornata, l'Unità Pastorale ha proposto due eventi per vivere in modo concreto la preparazione alla festività di Tutti i Santi: nel tardo pomeriggio San Celestino e nella serata San Francesco!

Il nostro parroco don Carlo ha aperto l'incontro facendosi interprete della forte curiosità dei numerosi presenti attorno alla figura di San Francesco, focalizzandosi specialmente sul legame tra vita, arte e storia che il relatore avrebbe saputo tessere. L'appuntamento ha rappresentato una tappa di continuità sia con il pellegrinaggio promosso dalla nostra Unità Pastorale nella tarda primavera scorsa, sia con il cammino che ci accompagna alla conclusione dell'Anno Giubilare Francescano, nell'ottocentesimo anniversario del transito di San Francesco (1226).
Il prof. Bolondi ha, infatti, esordito affermando che tutti noi conosciamo San Francesco, sia perchè studiato a scuola, ad esempio nel Paradiso di Dante, sia perchè siamo venuti in contatto con l'agiografia che, però, ne ha contaminato spesso la natura. Fondamentale per noi, allora, è cercare di vedere Francesco nel suo contesto storico.
Nato Giovanni di Pietro di Bernardone nel 1181, fu poi chiamato Francesco, come omaggio alla mamma, Monna Pica, che era francese. Francesco visse in un’Assisi segnata da conflitti politici, cresciuta borghesia, nuove forme di religiosità penitenziale e tensioni sociali. La sua conversione fu il risultato di un itinerario interiore, fatto di incontri, esperienze e cambi di sensibilità.
Come scriveva egli stesso, la conversione fu anche una riscrittura del rapporto con il prossimo: ciò che prima era fonte di dolore, come vedere i lebbrosi, divenne poi motivo di misericordia. Il suo gesto più celebre, la rinuncia ai beni e la scelta della povertà volontaria, non fu un semplice atto di ascetismo, ma una risposta a un contesto sociale in cui la povertà urbana e l’ingiustizia erano problemi urgenti.
Studi storici recenti mostrano che Francesco fu un uomo “radicale” e “scomodo” per il suo tempo: un rivoluzionario della borghesia, sensibile alle contraddizioni sociali e religiose, ma non sempre conformista. La sua predicazione e le sue azioni, come la predicazione agli uccelli o il “lupo di Gubbio”, vanno lette come metafore e pratiche di inclusione e pace, non come semplici episodi miracolosi.
Il prof. Bolondi ci ha presentato la "Leggenda dei tre compagni" come una delle fonti agiografiche più importanti e affascinanti sulla vita di San Francesco d'Assisi e ne ha sottolineato alcuni elementi chiave.
Il testo fu redatto da tre dei primissimi e più stretti compagni del Poverello, frate Leone, frate Angelo e frate Rufino, i quali vissero accanto al Santo e ne condivisero l'ideale evangelico.
Fu scritta intorno al 1246 (su invito del Capitolo Generale dell'Ordine francescano) con un obiettivo preciso: raccogliere le testimonianze dirette e veritiere di chi aveva camminato con Francesco, per contrastare altre biografie ritenute troppo parziali o distorte. Copre soprattutto la giovinezza di Francesco, la sua conversione, il distacco dai beni terreni, la nascita della Fraternità e i primi passi dell'Ordine, offrendo uno sguardo intimo, umano e profondamente ispirato sulla sua spiritualità. Francesco emerge come un uomo del suo tempo, profondo conoscitore di Dio, capace di tradurre il Vangelo in azione concreta, con una spiritualità che univa povertà, misericordia e impegno sociale.
Un grazie speciale al prof. Bolondi che, con semplicità ma con altrettanta profondità, ci ha fatto capire che l'arte è stata uno strumento fondamentale per la diffusione della figura di San Francesco nel mondo, raccontando e presentando il Santo in modi sempre diversi nel corso dei secoli.
Il relatore, a coronamento del suo appassionante intervento che tanto ha coinvolto i presenti, si è avvalso anche della stupenda interpretazione di Roberto Benigni con Il Cantico delle Creature, celebrato come un inno d'amore moderno e universale verso la natura e il creato.
In chiusura, don Carlo, ringraziando di nuovo il prof. Bolondi e tutti i presenti, ha anticipato che il prossimo 12 dicembre presso la chiesa parrocchiale di Ciano si terrà il recital "Forza venite gente", curato da Carla Giroldini e già in preparazione, a cui tutti, fin da ora, siamo invitati a partecipare.





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