Da commozione a ilarità: incontro "Oratorio per la terza età... e non solo!"
Domenica 18 ottobre il programma fissato ha proposto un incontro molto particolare: le persone che hanno iniziato a seguire il gruppo "Oratorio per la Terza età... e non solo" hanno potuto partecipare a due momenti consecutivi, entrambi speciali e tanto ricchi di umanità.

«Scambiamoci il tempo: storie di ieri» con Luigi (Gino) Curti, medaglia d'onore

Cristina, figlia di Gino Curti, domenica pomeriggio ha accompagnato all'Oratorio il padre di quasi 102 anni e mezzo. Gino il mese scorso, tra i pochissimi ancora viventi, ha partecipato a Reggio a due celebrazioni dedicate agli Internati Militari Italiani (IMI).
All'inizio Cristina ha condiviso la biografia del padre. Luigi Andrea Curti, detto Gino, è nato il 19 maggio 1924 a San Polo, nella cosiddetta “Casa del Vescovo”, perché ha dato i natali anche all’antenato Mons. Prospero Curti, Vescovo di Guastalla fino al 1890. Figlio di Nicola e Lucia Carpi, è il quarto di otto fratelli, nati tra il 1920 e il 1930. A San Polo ha frequentato l’asilo e le scuole elementari, per poi proseguire gli studi a Reggio, alla Filippo Re. Lavorava come impiegato alla ditta “Lombardini” di Reggio quando nella primavera del 1943 si è arruolato volontario presso la Scuola Alpina della Guardia di Finanza di Predazzo (TN). Il 10 settembre 1943, dopo l’armistizio, è stato fatto prigioniero dai tedeschi e, non avendo aderito alla Repubblica di Salò, ha trascorso due anni di lavoro coatto in Germania in condizioni di vita durissime, al pari di due suoi fratelli.
Al ritorno dalla Germania, non avendo ancora completato i tre anni di leva all’epoca previsti, è stato richiamato e destinato al servizio militare in provincia di Ravenna. Terminato il militare, ha iniziato a lavorare con quattro dei suoi fratelli nel caseificio di famiglia, ricevendo anche il diploma di fedeltà al lavoro dall’allora Ministro Colombo. Nel 1962 sposa la maestra Ebe Canovi (+2024) ed ebbero due figli: Pierpaolo e Cristina.
Il 27 gennaio 2011 Gino ha ricevuto la Medaglia d’onore, riservata agli IMI, dal Prefetto di Reggio, dott.ssa Antonella De Miro, alla presenza del Sindaco di San Polo, dott.ssa Mirca Carletti. La medaglia del fratello Giovanni è stata ritirata dalla sorella Maria Luisa, che oggi ha 103 anni e mezzo.
Con il ricevimento della medaglia, Gino ha finalmente iniziato a raccontare ciò che aveva vissuto in Germania. E’ nata quindi una prima versione del suo diario, utilizzata anche per portare la sua testimonianza nelle scuole, versione che poi è stata integrata, ampliata, stampata e diffusa con il titolo “Perché non butto il pane vecchio”.
Tra gli sguardi commossi dei presenti, il ricordo è andato infine a chi non ha mai fatto ritorno a casa. Cristina ha voluto affidare a tutti un'ultima, preziosa riflessione: dietro ogni numero non c'è una semplice statistica, ma il dolore vivo di una famiglia. Perché ricordare non significa contare le vittime: dietro ogni singolo numero c'è una storia, un affetto strappato e un dolore che merita di essere custodito nome per nome.
Tra i presenti, Silvana Fattore si è fatta portavoce della gratitudine di tutti, recitando a memoria una toccante poesia dal titolo molto poetico e suggestivo: "Piove la pace".
«Pillole di buonumore» con I Triii conchìn
Dopo l'incontro con Gino, vissuto da tutti con profonda gratitudine, la commozione ha lasciato posto a un'atmosfera più distesa con il gruppo dei Triii Conchìn, di cui fanno parte Giovanna Pellegri, Maria Marisa Strozzi e Laura Ferri. Il dialetto ha fatto da padrone e le battute che via via si sono susseguite hanno strappato a tutti grasse risate!
Delicato il collegamento con Gino: nella valigia del tempo che fu, ogni volta adattata in base alle tematiche del loro incontro, le tre signore hanno esordito mostrando nel fondo del coperchio un bellissimo "Grazie Gino", a cui tutti i presenti, in cuor loro, si sono associati.
Documentiamo con alcune immagini i momenti spensierati che le signore dei Triii Conchìn ci hanno regalato, attraverso le loro scenette.
L'incontro si è concluso con un momento di semplice condivisione: davanti a una merenda insieme, i presenti hanno potuto scambiarsi parole, emozioni e frammenti di storia.
Concludiamo con un breve testo che i Triii Conchìn ci hanno mandato dopo il nostro incontro
e che condividiamo con tanta gioia.
Siamo i TRIII CONCHIN (Giovanna, Laura, Marisa). Grazie al vostro invito presso l'Oratorio della terza età, abbiamo condiviso momenti di buonumore in semplicità e leggerezza. Nel nostro intervento abbiamo evidenziato aspetti comici della vita quotidiana, esprimendoci in dialetto. Dopo aver letto le nostre biografie, abbiamo presentato "AL CIACER IN CESA" adattando il testo originale tratto da "LA VETTA ED L'OM" di AMERIGO FICARELLI, poeta reggiano (1873-1938). Ha fatto seguito un testo di ANONIMO: "SFONDON DA CH'INDREE", ambientato in un'osteria. Per finire, rispettando il detto "dulcis in fundo", abbiamo regalato una ricetta Gourmet in esclusiva assoluta: DMEI CHE GNINT (La mardleina), scritta in rima dalla nostra MARISA STROZZI. Siamo state molto bene, non dimenticheremo la vostra calorosa accoglienza, GRAZIE!
Mentre esprimiamo un sentito ringraziamento a Cristina, a Gino e ai Triii Conchìn per quanto ci hanno donato, ricordiamo che il prossimo incontro dell'Oratorio per la terza età... e non solo si terrà domenica 8 novembre alle ore 15:30. Il tema sarà: L'ARIA CHE TIRA "istruzioni per l'uso".





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