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A San Polo per l'UP le Quarantore 2024

Le Sante Quarantore si richiamano alle 40 ore che, secondo una antichissima tradizione, Nostro Signore passò nel sepolcro.



La pratica di esporre il SS. Sacramento immerso in luci prese avvio a Milano a seguito di invasioni, guerre, pestilenze e soprattutto dell’eresia protestante. Pian piano, questa pratica di carattere riparatorio, incoraggiata anche dai Papi, si diffuse in tutta Italia, assegnando a ogni parrocchia un particolare turno di adorazione, affinché si formasse una sorta di adorazione perpetua ininterrotta.


Anche a San Polo la Confraternita del SS. Sacramento, agli inizi del Seicento. volle celebrare le Quarantore e scelse come giorni il lunedì, martedì e mercoledì santo. Per questo particolare momento di preghiera venne costruito il bellissimo altare dorato della chiesa del Castello. Da allora, non è mai mancato un anno in cui si esponesse il SS. Sacramento, specialmente in riparazione dei peccati contro l’Eucaristia.



Anche quest’anno, nonostante le difficoltà per la chiusura della Chiesa del Castello, si sono potute svolgere le SS. Quarantore. Il mattino il SS. Sacramento è stato esposto nella cappella del Castello, nel pomeriggio nel Santuario di Pontenovo. L’esposizione mattutina era seguita dalla recita delle lodi, mentre la conclusione serale era preceduta dal Vespro solenne e dalla Benedizione eucaristica.


Nelle tre sere, poi, sono state proposte tre meditazioni sulle virtù teologali: Fede - Speranza - Carità, tenute da don Carlo e padre José. 



Molti fedeli si sono alternati nell'adorazione, così da assicurare una preghiera continua a Gesù Eucaristia. La preghiera personale è stata interrotta solo dalla Messa al mattino e dal Rosario Eucaristico il pomeriggio. Anche le confessioni hanno avuto la loro rilevanza. La presenza in parrocchia di p. José ha permesso di assicurare sempre la presenza di un confessore disponibile, per facilitare la preparazione alla Pasqua.


Si può concludere che le Quarantore sono state un aiuto per introdurci al Triduo pasquale e per assicurare la nostra preghiera a Gesù nel Pane eucaristico; per dire grazie a Dio per tutto ciò che ci ha donato da prima che esistessimo fino ad oggi, per entrare nel segreto dell’amore di Dio, per pregare per noi stessi, per i parenti vicini e lontani, per gli amici, per i conoscenti, per i benefattori, la parrocchia, l'unità pastorale, per chiedere perdono per i nostri peccati e di quelli dell'umanità.



Chi adora dà testimonianza dell’amore ricevuto e della propria fede cattolica. Davanti al mistero ineffabile non ci sono parole, solo silenzio adorante. È lo stupore di chi sa che Dio è qui!


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