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11 gennaio 2026: Chiamati a generare vita

  • Immagine del redattore: Admin
    Admin
  • 7 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

L’inizio di questo nuovo anno ha visto riunito un gruppo di sposi della parrocchia di San Polo per riflettere sul tema “Chiamati a generare vita”, secondo il percorso organizzato dall’Équipe di pastorale familiare e degli adulti della nostra unità pastorale. Domenica pomeriggio 11 gennaio all’Oratorio Helder Camara, il tema proposto ha seguito spunti offerti dal sussidio per gruppi sposi e adulti del Servizio diocesano di pastorale familiare e degli adulti per il corrente anno 2025-2026, intitolato “Invitati alle nozze”.



L’incontro è stato guidato dal diacono Giosuè che ha richiamato la lettura del Vangelo della giornata: il battesimo di Gesù ha visto una relazione di tre persone: Padre, Figlio e Spirito Santo. Allo stesso modo anche la famiglia umana è generatrice di vita attraverso una relazione.



Ha preso, quindi, la parola don Carlo, che ha sottolineato come il “generare vita” ci deve portare ad uscire dalla dimensione esclusivamente biologica, che origina la vita dall’atto sessuale. L’unica opera creatrice è quella di Dio e noi siamo concreatori con Lui, come strumenti per custodire la vita in tutte le sue forme. Val la pena ricordare, ha continuato don Carlo, che i figli sono dono di Dio. Essere genitori ci porta a volte ad avere delle pretese sui figli, perché essi possano raggiungere i nostri obiettivi, a cui noi non siamo arrivati. Tante coppie fanno fatica ad accogliere i loro figli… Se ci siamo è perché i nostri genitori hanno detto il loro sì! All’origine della vita c’è qualcuno che ci ha amati. Anche chi è stato lasciato in ospedale appena nato, o che è stato adottato, all’origine ha avuto una mamma che ha detto sì, sia la prima che la seconda! Anche per i genitori di figli grandi o adulti ci deve essere la gratitudine per il dono della maternità e della paternità.


Don Carlo ha continuato la sua riflessione facendo riferimento alla sua condizione di celibe che ha risposto alla vocazione religiosa. Anche un sacerdote è generatore di vita, in modo misterioso, per capire di essere strumento per generare vita ed essere rigenerato alla vita.


Per entrare nel concreto, il nostro parroco ha ricordato occasioni in cui si è trovato ad accompagnare all’incontro con Dio persone giunte alla fase terminale della loro esistenza, esperienze che lui ha vissuto come un dono grande e una grazia per imparare a sapersi abbandonare e in cui si è sentito strumento per generare la consapevolezza di essere inseriti in una vita eterna e vedere la morte come un passaggio. E don Carlo ha condiviso che quelle persone a lui hanno insegnato a morire e a vivere… Anche questo è “generare vita”.


Altrettanto importante per il nostro parroco è stato l’incontro, ad esempio, con un ragazzo che si era dichiarato ateo. Dopo un’esperienza estiva di servizio con 40 ragazzi, quel giovane ha ringraziato don Carlo per aver capito cosa significa mettersi in cammino con gli altri, perché quello che conta non è il guadagno, ma quello che doniamo. A questa esperienza, aveva poi fatto seguito il Cammino di Santiago. E quel ragazzo aveva espresso tutta la sua gratitudine per essere stato aiutato a scoprire uno sguardo di fede nella sua vita, che gli aveva cambiato la prospettiva della sua stessa esistenza, con una ripartenza dopo il sacramento della riconciliazione.


Ha ricordato don Carlo che c’è un Dio che ci sta chiamando: la vita è una chiamata continua al Signore, alla famiglia, alla consacrazione…  È nostro compito educare anche gli altri a una chiamata continua all’amore. Tanti giovani che stanno vivendo la notte della loro vita, quando non hanno più la luce per guardare, per capire che la strada c’è e vivono nella menzogna, di fianco a qualcuno che non vede più nulla, possono arrivare a capire cosa significa “generare vita”! E questo è qualcosa di grande che porta a mostrare tanta riconoscenza.


È importante invitare a perdonarsi e ripartire! Questo vale per un rapporto di coppia, o anche tra figli e genitori. Dobbiamo riconoscere la vita come un bene prezioso, che ha senso anche quando non sembra più produttiva. Nostro compito è costruire una vita santa, che è una vita bella. Questo possiamo farlo, perché ci lasciamo amare, rigenerare, perdonare, guardare e tornare a Dio come figli, anche attraverso i sacramenti.


E al termine della sua introduzione, don Carlo ci ha invitati a riscoprire la bellezza di essere rigenerati ogni giorno, per lasciarci amare, perdonare, metterci gli uni accanto agli altri ed essere collaboratori con il Signore per rigenerare vita per le persone che troviamo vicino a noi. Ogni giorno rintracciamo quegli occhi di Chi ci dice “tu sei cosa molto buona”. È un compito a cui tutti siamo chiamati, al di là della nostra età, delle nostre condizioni di salute e della nostra appartenenza.


A tutte queste importanti considerazioni, hanno fatto seguito alcuni interventi da parte dei presenti che hanno contribuito a condividere aspetti significativi, personali e anche molto toccanti, relativi al tema “generare vita”.


A conclusione di queste riflessioni, ricordiamo che il prossimo 1° febbraio la Chiesa italiana celebrerà la Giornata per la Vita, che avrà quest’anno come titolo “Prima i bambini”. Questa ricorrenza annuale è un giorno speciale per ricordare a tutti che ogni vita è un dono prezioso, che inizia con l'amore e la cura, e che i più piccoli devono essere sempre protetti, ascoltati e aiutati a crescere forti e felici. Il messaggio dei vescovi italiani richiama l'attenzione sulla necessità di mettere al centro la vita dei più piccoli, invitandoci a una "conversione" culturale per riscoprire la gioia di generare e servire la vita. 


Nella parrocchia di San Polo, prima e dopo le sante messe del 31 gennaio e del 1° febbraio, verranno organizzate vendite di piantine di fiori, che simboleggiano la speranza e l'inizio della vita. Nella distribuzione saranno coinvolti anche ragazzi guidati dai loro catechisti, come momento formativo per i più giovani. Sarà anche un modo per raccogliere fondi a favore del Centro di Aiuto alla Vita di Reggio, che sostiene la vita nascente e mamme in difficoltà.

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