Restauro della Pieve di San Pietro in Caviano
- 16 giu
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Aggiornamento: 17 giu
Domenica 14 giugno 2026 alle ore 16.45 ha avuto luogo alla Pieve di San Polo l'evento intitolato "Suono e luce sulla pietra ritrovata". Come ricordiamo, già il 10 maggio scorso la Pieve è stata riaperta dopo il grande intervento di restauro, con la presenza del vescovo Giacomo e la celebrazione del Sacramento della Prima Comunione ai bambini della quarta elementare del paese.

L'evento del pomeriggio di domenica, davanti a un nutrito numero di persone provenienti anche dai paesi vicini, ha avuto inizio con il saluto di benvenuto del nostro parroco don Carlo, che ha ringraziato i presenti, tra cui anche il Dirigente Scolastico Barbara Giacomini e il Sindaco Franco Palù, che ha espresso il suo saluto.


Ha preso, quindi, la parola l'arch. Angelo Dallasta, direttore dell'Area tecnica - Beni culturali della diocesi, che ha espresso tutta la sua soddisfazione per l'esito del progetto, realizzato grazie ai fondi dell’Unione Europea PNRR.

Il microfono è passato poi all'arch. Giancarlo Grossi che ha sottolineato come la Pieve sia un edificio di serie A, con caratteristiche che non si trovano da altre parti: continuamente ricostruito nel tempo su se stesso, è oggi ridato ai fedeli, dono alle tante persone che in questa chiesa hanno avuto una profonda vita di fede.

È stata poi la volta del dott. Franco Bolondi, che ha esposto la presentazione storica e artistica dell'edificio, risalente all'epoca dei Canossa.

La struttura è storicamente conosciuta come Pieve di Caviano, un nome che deriva dall'antico toponimo "Cavilium" presente nei documenti del passato ed è indubbiamente oggi la chiesa più bella della provincia.
La sua costruzione avvenne lungo un tracciato stradale di origini remote — presumibilmente di epoca romana — che costeggiava la Val d'Enza. Le prime testimonianze scritte sull'edificio risalgono al 14 ottobre 980; in seguito, intorno alla metà dell'XI secolo, fu consacrata dal vescovo Adalberto e, nel 1070, venne concessa al marchese Bonifacio di Canossa. Ebbe nei secoli funzione cimiteriale, fino all'editto napoleonico del 1804, come principale luogo di sepoltura per la comunità della Val d'Enza. Fino al 1949, la Pieve è stata l'unica chiesa parrocchiale di San Polo. Era chiesa matrice, da cui dipendevano le altre cappelle locali e luogo dei registri dei battezzati. Il terremoto del 1983 ha procurato gravi danni alla struttura.
Dal punto di vista architettonico, l'edificio mostra ancora i tratti dell'originaria pianta a basilica. Nasce all'interno di un percorso di fede: l'ingresso dalla porta, aiuta il fedele ad entrarvi lasciando all'esterno la materialità, per immergersi nella spiritualità, come luogo privilegiato della transustanziazione.
Sono stati rinvenuti ben 7 livelli di pavimentazione. I rinnovamenti più consistenti sono stati realizzati nel Settecento. Lavori di restauro posteriori hanno evidenziato che la pavimentazione originaria si trova a una quota notevolmente inferiore rispetto a quella odierna, tanto che la base dei pilastri in pietra, posti a divisione tra la navata centrale e quelle laterali, risulta parzialmente interrata. Inoltre, indagini archeologiche recenti hanno portato alla luce un'affascinante cripta sotterranea.
All'esterno, la recinzione muraria esibisce ornamenti in stile barocco. Per quanto riguarda gli arredi originari, l'antico fonte battesimale in pietra scolpita - predisposto per il battesimo a immersione e decorato con le immagini dei quattro evangelisti - non si trova più nella chiesa, ma è custodito a Reggio Emilia, all'interno della sezione sculture (gliptoteca) dei Musei Civici.
Don Carlo ha concluso gli interventi della prima parte del pomeriggio con l'auspicio che la chiesa ora possa avere un utilizzo costante, grazie anche a persone che se ne possano prendere cura. Anche a nome del Consiglio Pastorale della parrocchia di San Polo, ha espresso tanta gratitudine a tutti coloro che a vario titolo hanno dato il proprio contributo per la riuscita dell'iniziativa.

Il secondo momento del pomeriggio è stata la presentazione del concerto a cura del M° Luca Tessadrelli, soprano solista Stela Dicusara, concertazione e direzione M° Pietro Magnani e M° Giacomo Monica
Il Coro “San Paolo” di San Polo, con direttore Mariacristina Montanari, ha dato il proprio benvenuto a tutti i convenuti.

Ecco il programma presentato:

Coro “Montecastello” di Parma direttore Giacomo Monica e Orchestra d’archi “I musici di Parma” direttore artistico Carlo Caprice

Soprano solista Stela Dicusara

Cori uniti

Successivamente, le persone iscritte hanno potuto partecipare alla visita guidata alla cripta.
A conclusione della giornata, è seguita una gustosa cena sotto le stelle, a base di gnocco e salume, grazie alla disponibilità del gruppo giovani Sentinelle del Mattino, che ha curato questo importante momento conviviale.

















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