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I nostri giovani sono stati ad Assisi e a Gubbio: don Carlo ci rende partecipi!


Il 3-4-5 gennaio con i ragazzi del gruppo delle superiori, con i loro educatori e altri giovani delle nostre parrocchie delle Terre del Perdono sono stato ad Assisi e Gubbio. Sono stati tre giorni di fraternità, in cui abbiamo vissuto insieme momenti di preghiera, di gioco, di incontro e ascolto con alcuni testimoni francescani. Anche se in pullman, e non a piedi, abbiamo cercato di vivere questi tre giorni come un pellegrinaggio: abbiamo, infatti, cercato di conoscere san Francesco, santa Chiara e il beato Carlo Acutis, attraverso la visita ai luoghi da loro abitati, la preghiera sulle loro tombe e ascoltando racconti sulla loro vita, condivisi da chi oggi vive il carisma francescano.





Sicuramente molto provocatoria è stata la frase che il giovane Carlo Acutis ripeteva spesso: siamo nati originali, ma molti moriamo fotocopie. Un’affermazione che ci invita a scoprire la nostra unicità, dalla quale deriva la nostra preziosità… anziché affannarci per omologarci agli influencer e alle celebrità del mondo.




A tal proposito, ci consola che anche un giovane come san Francesco, appartenente alla borghesia del tempo, a cui non mancava nulla di materiale e a cui piaceva divertirsi, fare festa, ad un certo punto della sua vita ha dovuto domandarsi: chi voglio seguire? Una domanda che è bene farsi ancora oggi, anche noi.



È da lì, dall’incontro con il crocifisso di san Damiano, dall’incontro con quel lebbroso, che Francesco ha iniziato la sua vita da vero figlio di Dio: ha iniziato a spogliarsi di tutto ciò che gli impediva di amare Dio e il prossimo, scoprendo che così poteva iniziare a gustare già in terra quella gioia e quella pace nel cuore, che in pienezza ci sarà donata in paradiso. Riconoscere i doni che Dio ci fa, saper rendere grazie, mettersi a servizio dei più bisognosi sono strade anche oggi valide per vivere nella felicità piena che Gesù ha promesso a chi vive il suo Vangelo.



Grazie alla testimonianza di frate Giovanni, frate Emmanuel, suor Agnese e suor Daniela abbiamo capito che anche oggi tutto ciò è possibile, anche per noi, se insieme nella Chiesa ci sosteniamo e aiutiamo.

Don Carlo

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