7 marzo 2026: Ritiro di Quaresima nell'up
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Nel pomeriggio di sabato 7 marzo, presso l'Oratorio di Ciano, si è tenuto il Ritiro spirituale di Quaresima, a cui hanno partecipato numerose persone provenienti dalla nostra unità pastorale. Il diacono Giosuè ci ha accolti, ha guidato la preghiera e ha presentato la relatrice.
Paola Torelli, consacrata della nostra diocesi, ha tenuto una relazione molto coionvolgente, dal titolo "La ricchezza del perdono", che ha preso avvio dalla lettura del passo del Vangelo di Luca (Lc 7, 36-50).
Paola ci ha presentato la scena evangelica. Siamo in una casa e c'è un fariseo che invita Gesù a pranzo e Gesù accetta l'invito.
Ad un certo punto, l’evangelista dice "ed ecco", come per avvisare che sta per avvenire una cosa nuova. Entra, infatti, una donna e per di più peccatrice: i farisei iniziano a mormorare, lanciare sguardi e ad esprimere giudizi.
Ma Gesù sa intuire amore dove gli altri vedono solo peccato, ha uno sguardo che vede le primavere dentro i nostri inverni, come il fiore di mandorlo che fiorisce in piena stagione invernale. Per Gesù amore e perdono vanno insieme. Lui è talmente segnato da questo episodio da riprenderlo nella lavanda dei piedi, quando lui stesso nell'Ultima Cena imita i gesti di quella donna, e anche lui lava e asciuga i piedi ai suoi discepoli.
Creatore e creatura si incontrano nel terreno del perdono e dell'amore. Quando non giudica, l'uomo compie un gesto divino: Dio si fa cuore, piedi, parole in noi e ci dà un'altra possibilità, quando ci fa vedere il fiore di mandorlo in inverno.
"La tua fede ti ha salvata: va' in pace!": Gesù non nega il passato della donna né la rigidità dei farisei, ma sa vedere la luce anche dove c'è una crepa. Il perdono è sicuramente un tema da vivere nell'attualità a livello mondiale, ma anche personalmente: l'odio, se non bloccato, crea altro odio, vendetta, chiusura.
Paola ci ha donato poi due testimonianze.
Dapprima una lettera di Suor Cristina delle Case della Carità di Reggio, presente a Lampedusa, che immagina di scrivere a Osema Almasri, accusato dalla Corte Penale Internazionale dell'Aia di gravi crimini di guerra e contro l'umanità. Suor Cristina non esprime giudizio, ma solo l’auspicio che la prigione per quall'uomo possa essere una stanza di Rivelazione dove poter trovare l'amore di Dio..
La seconda testimonianza si riferisce a Gemma Calabresi, moglie del commissario di polizia ucciso in un attentato da alcuni esponenti di “Lotta Continua”. Vedova a 24 anni, con due figli e uno in arrivo, Gemma ha cresciuto la famiglia portando avanti la memoria del marito. Subito dopo la morte del suo sposo, ha trovato la forza, attraverso la fede, di pregare per gli assassini e le loro famiglie, avviando in se stessa un difficile percorso di perdono. Ha trasformato il dolore in una testimonianza di pace, raccontata anche nel libro La crepa e la luce, promuovendo la riconciliazione e il superamento dell’odio. Ha smesso di definire gli assassini solo come tali, riconoscendo la loro umanità e il diritto di non essere ridotti per sempre al loro atto peggiore. Consigliamo vivamente la visione del video che segue:




Al termine del ritiro, i presenti si sono trasferiti per la santa messa prefestiva nella vicina chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo.


Ha celebrato don Carlo, con il servizio liturgico di Giosuè, e ha concelebrato don Cosmos. Ghanese, come don Paul, studente di Missiologia alla Gregoriana di Roma, don Cosmos resterà qualche tempo nella nostra unità pastorale, collaborando con don Carlo. Fin da ora diamo a lui un caloroso saluto di benvenuto tra noi!





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