Auguri da parte dei nostri don



Carissimi tutti!

“La prossimità degli educatori e dei catechisti deve crescere esponenzialmente, soprattutto quando le situazioni sembrano allontanarli sempre di più dalla vita dei ragazzi”. Questo è quello che abbiamo vissuto quest’ anno calibrando le azioni per mettere in pratica tutto quanto sia possibile fare con creatività, anche con interventi “a distanza” fatti in modo costante, anche nella modalità online e riscoprendo sempre di più dimensioni comunitarie come la richiesta di pregare insieme o di partecipare alla messa. Tutto confermando l’intenzione di accompagnare i ragazzi a vivere il Natale con più consapevolezza, con un’apertura degli occhi e del cuore, con lo sguardo rivolto a Gesù che viene, vincendo il buio della paura e della solitudine, con un contatto costante, che si fa proposta, come sempre.

I parroci e il coordinamento vogliono lasciarvi due righe prese dal Discorso alla città di Milano “TOCCA A NOI, TUTTI INSIEME” di Mario Delpini Arcivescovo di Milano per ringraziarvi per tutto il tempo e la passione che avete messo nel vostro servizio nonostante le mille difficoltà che avete dovuto affrontare in quest’anno così particolare.


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Voglio ringraziare, elogiare e incoraggiare quelli che si fanno avanti. Quelli che si fanno avanti e dicono: “Eccomi! Tocca a me!”. Voglio ringraziare coloro che si fanno avanti per gli incarichi istituzionali e ne assumono le responsabilità. Conoscono la complessità delle situazioni, sono consapevoli di non avere ricette e soluzioni per tutti i problemi, ma si mettono in gioco, con spirito di servizio.


Si dicono: “Tocca a noi, eccoci!”. Voglio ringraziare, elogiare e incoraggiare quelli che si fanno avanti. Sanno che, oltre a essere servi, saranno anche bersagli, talora di critiche fondate e costruttive, talora di polemiche ingenerose, aggressive e offensive. Ma si fanno avanti, perché sono convinti: “Tocca a noi!”. Voglio ringraziare, elogiare e incoraggiare i sindaci, le forze dell’ordine, gli operatori dei servizi pubblici che nel momento dell’emergenza e nella vita ordinaria, di fronte ai disastri e di fronte ai problemi quotidiani si fanno avanti con la naturalezza di chi dice: “Tocca a noi!”.


Voglio anche ringraziare, elogiare e incoraggiare coloro che comprendono che c’è un momento per farsi da parte, che non si ritengono inamovibili né insostituibili e prendono la decisione saggia di lasciare il posto ad altri, sempre con l’animo di chi dice: “Adesso tocca a me farmi da parte!”.

Voglio ringraziare, elogiare e incoraggiare quelli che per la loro situazione familiare, personale, professionale non possono farsi avanti, non possono fare altro che quello che già fanno, ma si alzano ogni mattina e senza sbuffare, senza lamentarsi, si mettono all’opera e si dicono: “Tocca a noi! Tocca a noi assistere i malati che abbiamo in casa, curare i malati ricoverati, visitare i malati a casa, fare lezione, far funzionare l’ufficio, i trasporti, insomma la città. “Tocca a noi!”.


Voglio ringraziare, elogiare e incoraggiare quelli che si fanno avanti per le opere di volontariato e di fronte alla miseria, di fronte all’umanità ferita, desolata, abbandonata si mettono a servizio e dicono: “Eccoci, tocca a noi!”.


Voglio ringraziare tutti voi, fratelli e sorelle, che siete abitati da una inquietudine di fronte al fratello, alla sorella che ha bisogno di aiuto e che voi non riuscite ad aiutare. Vorreste dire, come il buon samaritano che prova profonda compassione per l’uomo ferito in cui si imbatte: “Tocca a me!”, e finite la giornata con un senso di inadempienza e di impotenza. Anche l’inquietudine è un modo per dire: “Tocca a me! Che cosa posso fare?”. Prima o poi si aprono strade. Voglio farmi avanti anch’io, insieme con tutti i fratelli e le sorelle di buona volontà, insieme con i preti e i diaconi, insieme con i consacrati e le consacrate, insieme con gli operatori delle istituzioni ecclesiali; vogliamo farci avanti per dichiarare di fronte alla città, di fronte alla gente dei nostri paesi: “Eccoci! Tocca a noi!”.


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Buon Natale e felice 2021

Don Pellegrino, Don Mauro, Don Franco, Don Luca, Don Bogdan

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