È ricominciato il catechismo: 11 ottobre a San Polo
Imbattersi nella lunga fila ordinata di bambini e ragazzi, dalla quarta elementare alla seconda media, diretti con i catechisti alla chiesa del Castello per la messa, è stata una gioia che ha riempito il cuore! L'arrivo in chiesa ha portato con sé un inevitabile vociare, che si è poi placato all'inizio della liturgia. Ha celebrato don Carlo, con il servizio all'altare di Giosuè, Fabio e dei chierichetti.

È stato il primo incontro delle classi in questo anno pastorale. Per tutti, il ritrovo è stato all'oratorio, per il momento conviviale della colazione. Per la classe II media, i ragazzi provenivano anche da Ciano.
All'inizio della messa, piccoli e grandi hanno potuto partecipare al canto seguendo il testo sui libretti. La liturgia della Parola ha visto susseguirsi le voci di due catechisti e del diacono.
Durante l'omelia, don Carlo ha ripreso la lettura del Vangelo che riportava la parabola dell'invito alle nozze e, rivolgendosi a bambini e ragazzi, ma senza escludere gli adulti, ha ricordato che anche all'oratorio, prima della messa, è stato fatto un banchetto per la colazione. Nella parabola, Gesù ha usato l'immagine del banchetto, perché stare insieme è bello: Dio vuole che tutti gli uomini vivano felici, siano nella gioia, nella carità, nella comunione. Il Signore è pronto per asciugare le lacrime da ogni volto. Ecco il nostro Dio: in Lui abbiamo speranza di poter essere salvati. Anche tutte le nostre difficoltà e sofferenze siamo invitati a viverle con serenità perchè ciò che ci attende è vivere la gioia.
Nel racconto della parabola, non tutti hanno apprezzato l'invito alle nozze. Così capita a noi quando pensiamo di procurarci da soli la nostra gioia. Don Carlo ha posto, poi, delle domande dirette che ci hanno fatto riflettere: io cosa cerco? di cosa sento la mancanza? Salute, soldi, andare bene a scuola, fare carriera... Gesù ci dà la vera pace. Dio non si scoraggia: manda altri servi a chiamarci. Lui crede in noi e ci chiede di lasciarci amare, di fidarci di Lui...
Il nostro parroco, infine, è ritornato al racconto della parabola e ha ricordato che, a un certo punto, entra nella sala un uomo senza l'abito nuziale e viene cacciato fuori in malo modo. Cosa rappresenta quell'abito? Don Carlo ha spiegato che l'abito indica la carità, l'amore, perché la fede da sola non basta per vivere come ci chiede il Signore.
Allora, a tutti, grandi e piccoli, l'invito a vivere la nostra fede nelle scelte di ogni giorno, con amore e con coerenza.
Domenica prossima, anche i bambini e i ragazzi di Ciano daranno inizio con la santa messa al nuovo anno catechistico.





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