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Chiesa parrocchiale di Monchio: estremo saluto a Pierino Rossi

  • 11 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Il funerale

Dopo il Rosario recitato la sera di lunedì 11 maggio, la comunità di Monchio si è riunita di nuovo martedì pomeriggio nella Chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo, gremita di fedeli, per dare l'estremo saluto al caro Pierino Rossi. Ha celebrato il parroco don Carlo e l'animazione liturgica è stata curata dalla Corale Ss. Pietro e Paolo di Monchio delle Olle, dal Coro Associazione Nazionale Alpini e dalla Schola Cantorum Canossa. Numerosa è stata la presenza degli alpini che hanno inteso onorare la memoria di Pierino.



Don Carlo ha iniziato l'omelia facendo riferimento alla prima lettera di Pietro, della liturgia di domenica scorsa, giorno della morte di Pierino, in cui si sottolinea che Cristo è morto per ricondurci a Dio. Ha ricordato che la Pasqua diventa una buona notizia anche per noi oggi che siamo pieni di tristezza. Infatti, se la morte può sembrare un tradimento del Battesimo che ci ha promesso una vita per sempre, nella Pasqua si rivela l'onnipotenza dell'amore di Dio che vince anche la morte.


Don Carlo ha ricordato Pierino come un uomo che amava la vita e il canto ne era un'espressione. Coltivava particolarmente l'amicizia, per questo tante persone hanno motivo per ringraziare il Signore per il dono della sua vita. Nella preghiera chiediamo a Dio che accolga Pierino nella vita eterna, dove troverà sempre qualcosa da fare, perché lui non starà con le mani in mano neanche Lassù. Pierino, ha ricordato il parroco, chiedeva di pregare per lui e con lui, si è confessato, si è preparato all'incontro con il Padre. È stato, infatti, un uomo di fede anche nella malattia: mai si lamentava, anche se capiva che rallentava la sua operosità. Oggi, ha concluso il nostro parroco, rendiamo grazie al Signore per la gioia di cui Pierino si è fatto portatore nel corso della sua vita e per la sua disponibilità a collaborare con generosità.



All'omelia hanno fatto seguito alcune preghiere dei fedeli, in cui si è espressa la vicinanza alla moglie Daniela, al figlio Gabriele con la sua famiglia e alla sorella Erminia.



Al termine della liturgia eucaristica, si sono susseguiti interventi di ricordo.

L'Associazione Alpini di Reggio ha espresso le proprie condoglianze ai familiari assicurando che anche il dolore sarà vissuto come stimolo per andare avanti, nel ricordo di Pierino che tanto credeva negli Alpini.


Infine, la nipote ha ricordato che a Pierino piaceva tanto cantare e che l'ultima settimana per lui è stato un calvario che però ha sopportato con coraggio e con tanta dignità. Ha aggiunto che il Coro (di cui Pierino era presidente onorario), le colline, la parrocchia, la Pro Loco, tutto è stato per lui luogo di impegno! La nipote ha sottolineato che Pierino aveva una grande capacità di comunicare anche con i più giovani ed esprimeva sempre il suo parere e, anche quando non era d'accordo, si mostrava accogliente. E ha concluso che la presenza di Pierino ha arricchito la vita di tutti i suoi familiari.



Don Carlo ha raccolto quanto espresso, dicendo che Pierino ha creduto nella bellezza della vita spesa, donata e condivisa, con gli altri e per gli altri.


Prima di uscire dalla chiesa, la preghiera corale di Signore delle cime è salita al Padre come una supplica collettiva, un grido sussurrato affinché "il nostro amico" Pierino possa camminare per sempre su sentieri di luce.



Insomma, un funerale speciale, quello di Pierino. Molti dei presenti hanno vissuto momenti di intensa commozione, specie quando la musica l'ha fatta da protagonista. Con una edificante intesa tra i direttori (Gian Pietro Capacchi e Morena Rodolfi), i canti hanno contribuito a toccare corde profonde dell'anima.


Ci sono momenti in cui il silenzio di una chiesa ghermita parla più di mille omelie. È quanto accaduto durante l’ultimo saluto a Pierino Rossi, un uomo che ha fatto della sua vita un intreccio armonioso di valori antichi e purissimi: la famiglia, la sua comunità, la sua terra e lo spirito alpino.


Una sinfonia di fede e tradizione

Il funerale non è stato soltanto un momento di cordoglio, ma una vera celebrazione della bellezza.


Le note di due canti, simbolo della nostra tradizione, hanno, il primo, accolto e l'altro accompagnato il feretro fuori dalla chiesa, disegnando un ponte tra le cime delle nostre montagne e le vette del Paradiso:


  • Le note dolci di Stelutis alpinis hanno ricordato a tutti noi come il legame con la propria terra non si spezzi con la morte, ma fiorisca in una memoria eterna, come quel piccolo fiore tra le rocce.


  • Infine, l'intensità de L'ultima notte ha toccato le corde più intime della commozione, portando l'intera assemblea, ormai uscita dalla chiesa di seguito al feretro, a quel clou emotivo che solo il canto alpino sa generare.



Il calore di un "Composto Applauso"

In più momenti della celebrazione e anche al termine, l’emozione è sfociata in un applauso composto e solenne. Non è stato un gesto di chiasso, ma un abbraccio corale: un ringraziamento dei familiari, degli amici e dei compagni alpini per una vita spesa bene, con la schiena dritta e il cuore aperto al servizio.

"Su nel Paradiso, lasciatelo andare per le Tue montagne."

Oggi immaginiamo Pierino così: in cammino verso la vetta più alta, finalmente in pace, mentre il coro degli Angeli si unisce a quello dei suoi amati Alpini.


La comunità parrocchiale e la nostra intera unità pastorale si stringono con affetto alla famiglia nel ricordo di un uomo che ha saputo cantare la vita fino all'ultima nota.


1 commento

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Ferrari Lucio
7 ore fa
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Pierino ha lasciato di lui un ricordo straordinario, come persona, come Alpino e come amico, ieri abbiamo cercato di onorarlo nel migliore dei modi, speriamo che da lassù continui ad ascoltare il suo Coro e in un qualche modo ne sia presente e partecipe, non so in che modo, ma sicuramente sarà così.

Un saluto come facciamo sempre, ciao Pierino

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