3 ottobre 2026: Pellegrinaggio dell'Unità Pastorale a Boccadirio
Quest'anno l'inizio del nuovo anno pastorale nella nostra up è stato contrassegnato da un significativo pellegrinaggio che, accanto all'aspetto spirituale, ha unito anche quello affettivo, Infatti, abbiamo scelto come meta il Santuario Beata Vergine delle Grazie di Boccadirio, nel bolognese, in cui risiede ora padre Renato Comastri, dehoniano, originario di Monchio delle Olle.

Dopo essere stato 54 anni missionario in Mozambico, accanto al nostro caro padre Giuseppe Zanetti. padre Renato ora è rientrato in Italia per motivi di salute e, accanto ad altri tre sacerdoti e un fratello, si premura di curare la vita del Santuario.
Il pellegrinaggio, guidato da don Carlo, ha visto la partecipazione di oltre cinquanta persone, una trentina partiti in pullman e gli altri con mezzi propri. Il luogo è molto suggestivo e raccolto: il cielo terso di un azzurro intenso, in cui, insieme al sole luminoso, era ancora visibile la luna, ha fatto da cornice a un paesaggio ricco di vegetazione. Immerso nel silenzio custodito dai boschi dell'Appennino, il Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Boccadirio è da secoli un'oasi di profonda spiritualità e una meta di pellegrinaggio cara a generazioni di fedeli. Un luogo in cui il tempo sembra fermarsi per lasciare spazio al raccoglimento, alla preghiera e all'incontro autentico con Dio attraverso lo sguardo materno di Maria.
I momenti della giornata si sono succeduti nella tranquillità del luogo. All'arrivo, abbiamo preso contatto con il cuore del Santuario e ci siamo immersi nella preghiera del santo Rosario, guidato da don Carlo, alternandosi con le nostre voci per le decine dell'Ave Maria. Al termine, ha avuto inizio la santa Messa, celebrata da don Carlo. Padre Renato, che ha concelebrato, ha introdotto e ha espresso tutta la sua gioia, ringraziandoci e augurandoci un buon anno pastorale.
Durante l'omelia don Carlo, ci ha invitati a riflettere sulla figura di Maria, che ha un ruolo fondamentale nel progetto di salvezza, in cui anche noi possiamo rientrare. Papa Leone, ha detto don Carlo, afferma che oggi l'uomo sembra indifferente a Dio, ma in realtà il Signore non è indifferente verso di noi. Questo è quello che conta ed è motivo di speranza. Inoltr, il nostro parroco ci ha esortato a custodire il desiderio di volerci bene, abbandonando le critiche e le lamentele, per essere testimoni della gioia del Vangelo. Dobbiamo essere, come Maria, contagiati da questa gioia, che ci dona un'umanità nuova, affascinante per chi ci incontra. Solo così possono nascere i frutti dello Spirito: amore, gioia, pace, pazienza, bontà, benevolenza, mitezza... Essere in pellegrinaggio, ha sottolineato don Carlo, significa seguire, ricordare, venerare, collaborare con Gesù, seguendo l’invito di Maria: "Fate quello che egli vi dirà!". Sentiamo nostro l’invito del nostro vescovo Giacomo, ad essere lavoratori gioiosi nella vigna del Signore. L'Eucaristia, ha concluso il nostro parroco, ci offre la possibilità di essere in comunione tra di noi, una comunione che si fonda e si genera dalla nostra comunione con Gesù. Ciò che viviamo, ha sottolineato in chiusura don Carlo, ricordiamoci che è una storia di salvezza che può portarci alla gioia del paradiso.
Dopo la messa, si è conclusa la prima parte della giornata, prettamente spirituale: noi pellegrini abbiamo, quindi, potuto consumare il pranzo, chi al sacco, chi alla Locanda del pellegrino. Successivamente, con tutta tranquillità, ciascuno ha potuto visitare il Santuario, passeggiare attorno al chiostro o chiacchierare serenamente... L'ultimo appuntamento è stato guidato da padre Renato: raccolti in un saloncino, ci ha raccontato notizie del Santuario, sottolineando che si tratta di una storia di fede che parla al cuore di ogni pellegrino.
Tale storia affonda le sue radici nel 16 luglio 1480, quando la Vergine Maria apparve a due giovani pastorelli del luogo, Donato e Cornelia. In quel momento di grazia, immerso tra i boschi dell'Appennino, la Madonna, dopo aver anticipato ai due ragazzi, come poi è stato, che sarebbero diventati uno sacerdote e l'altra suora, chiese che venisse eretto un luogo di culto, trasformando una solitaria vallata in un punto di riferimento spirituale indissolubile per l'intera comunità e per generazioni di fedeli.
Fin dalle sue origini, la devozione a Boccadirio si è caratterizzata per la sua autenticità e semplicità. L'apparizione ai due pastorelli richiama lo stile di Dio, che sceglie i piccoli e gli umili per rivelare il Suo amore. Nel corso dei secoli, il santuario è diventato custode delle preghiere, delle speranze e delle lacrime di innumerevoli pellegrini, che hanno sempre trovato sotto lo sguardo materno della Vergine conforto e intercessione. Gli innumerevoli esempi di ex-voto custoditi nel Santuario, che noi pellegrini abbiamo avuto la gioia di ammirare, ne sono una testimonianza forte.
In una società spesso segnata dalla frenesia e dal rumore, Boccadirio rappresenta una preziosa profezia per il credente contemporaneo:
offre uno spazio protetto dove staccare dal ritmo quotidiano per riascoltare la voce di Dio nel raccoglimento;
attraverso i sacramenti della Riconciliazione e dell'Eucaristia, il pellegrino riscopre la gioia del perdono e la forza per ricominciare;
arrivare a Boccadirio, specialmente in gruppo come noi dell'unità pastorale, rinnova il senso di camminare insieme nella Chiesa, affidando le sfide della vita e le tappe del cammino pastorale a Maria.
Ringraziamo il Signore per l'opportunità di aver vissuto questo pellegrinaggio! Di nuovo l'augurio a tutti di un buon cammino nell'anno pastorale appena avviato, che affidiamo alla protezione della Madre di Gesù.





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