20 maggio 2026: La festa di San Bernardino nel piccolo Oratorio di Caverzana
- 21 mag
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È ritornata, attesa dai fedeli sampolesi e delle zone limitrofe (specialmente dalle borgate collinari di Quattro Castella), dopo due anni di chiusura forzata della chiesa, la festa di San Bernardino da Siena nell’Oratorio a lui dedicato, nella frazione di Caverzana di San Polo. San Bernardino degli Albizzeschi (1380–1444) è stato un celebre frate minore, teologo e predicatore francescano, spesso raffigurato con il trigramma di Cristo (IHS).
Grazie ai contributi PNRR e alla famiglia Curti, si è potuto procedere al restauro di consolidamento dell’edificio.

Già da qualche anno, a causa dello smottamento del terreno franoso, nel versante dei quattro colli, si erano manifestate crepe imponenti che facevano temere per la sua resistenza. Grazie a questa opportunità e alla generosità della famiglia Curti, l’Oratorio di San Bernardino è ora restaurato e riaperto al culto.
Qui, da quattrocento anni, si concentra una particolare devozione al Santo francescano invocandolo contro il mal di testa, come attestano i numerosi ex-voto qui portati nei secoli.
I francescani del vicino convento di Montefalcone avevano introdotto questa tradizione nel XV secolo, poiché conservavano uno zucchetto (piccolo cappello tondo) di san Bernardino, memori del passaggio e delle due soste dello stesso a San Polo. Chiuso il convento nel 1652, gli abitanti della zona costruirono un Oratorio a Caverzana, spostando lì la devozione al Santo con la conseguente benedizione delle teste.
Da allora il 20 maggio, il cappello di San Bernardino viene posto sul capo dei fedeli per invocare la benedizione del Signore e chiedere la liberazione dal mal di capo.
Una tradizione a cui i tanti devoti del Santo non vogliono mai rinunciare e per la quale giungono fedeli anche dal parmigiano e dalle parrocchie vicine. Mercoledì 20 maggio, pertanto, giorno titolare del santo, alle 20.30 (preceduta dal Rosario) vi è stata la Messa solenne, celebrata dal parroco don Carlo.
Nell'omelia, il celebrante, dopo aver ringraziato i benefattori che hanno permesso il recupero del piccolo edificio, ha sottolineato che San Bernardino ci riporta al cuore della nostra fede, concetto ripreso anche dalla prima lettura tratta dalla Prima Lettera di Pietro: solo nel nome di Gesù c'è la salvezza. San Bernardino, che aveva seguito San Francesco, riconosce nel suo farsi discepolo di Gesù, l'essenza della fede. Il brano del Vangelo ci ricorda che noi dobbiamo chiedere un dono: lo Spirito Consolatore, di cui celebreremo la festa domenica prossima. La nostra vita, ha proseguito con Carlo, è già salvata se noi ci lasciamo abbracciare da Gesù! Cosa possiamo chiedere più di questo? Il mondo ci offre tanto, ma non la salvezza che viene solo da Gesù. Infine, il nostro parroco ci ha esortati a chiedere a Maria, che tanto preghiamo in questo mese di maggio, che possa intercedere per noi.
Al termine della santa messa, c'è stata la consueta imposizione del cappellino o zucchetto con le invocazioni a San Bernardino contro il mal di testa. Tutti i fedeli, in processione, si sono recati davanti all'altare e don Carlo ha posto lo zucchetto sulla testa di ciascuno, invocando una particolare benedizione. Non si tratta di una superstizione, ma di un Sacramentale, cioè un segno per cui la Chiesa chiede un beneficio spirituale e materiale per i suoi fedeli. Non è un capo di vestiario appartenuto al Santo, come popolarmente si diceva in passato, ma è stato messo a contatto delle reliquie del Santo, conservate a L'Aquila.
Grazie anche al clima particolarmente favorevole, la serata si è conclusa con un piacevole scambio di saluti e chiacchiere nello spazio antistante il piccolo Oratorio.























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