12 giugno 2022: Solennità della Santissima Trinità

Aggiornamento: 13 giu

Oggi si celebra la solennità della Santissima Trinità,



A tal proposito, proponiamo la lettura di un testo di padre Ermes Ronchi:


LA VEDETTA SULLA PRUA
La festa della Trinità mi rivela il senso ultimo dell'universo.
Le sto davanti, mi sento piccolo e tuttavia abbracciato dal mistero, dentro un vento in cui naviga l'intero creato.
E capisco che l'essenza di Dio è la comunione.
Il dogma della Trinità non cerca di far coincidere il Tre e l'Uno, ma è sorgente di sapienza del vivere.
Quando in principio il Creatore fece l'uomo, Adamo non fu fatto a immagine di Dio; non a immagine dello Spirito che si librava sulle acque degli abissi, non a immagine del Verbo che era da principio presso Dio.
Molto di più, Adamo ed Eva sono immagine della Trinità, sono somiglianza della comunione e del loro legame d'amore, della condivisione. E’ la nostra identità più profonda.
In principio a tutto, è posta la relazione.
Solitudine è il primo male, perfino nel cielo: «neanche Dio può stare solo» (Turoldo), e la Trinità è la vittoria essenziale sulla solitudine. Così deve essere l'uomo, così la Chiesa, così noi: questa è la direzione della storia.
Un dogma che non è astrazione ma indicazione esistenziale, stella polare, ago che punta dritto verso nord.
Lo Spirito, come vedetta sulla prua della mia nave, mi annuncia terre che ancora non vedo. Lo ascolto e punto verso di esse il timone, e posso agire certo che ciò che tarda verrà, posso vivere come se il Regno fosse già qui.
E questo contrasta con i modelli del mondo, dove i capitali accumulati sottraggono vita ad altri. Dove languono intelligenze cui non è permesso fiorire, dove linee tracciate sulle mappe sono insulti all’uomo libero, e ne consegue che sia di qua che di là, per motivi diversi, si soffre. Come nella chiesa che, se si chiude in sé, si ammala (papa Francesco).
Tutto circola nell'universo, tutto canta con quella soavità propria di ciascuno, inconfondibile e ammaliante: pianeti e astri, sangue, fiumi, vento e uccelli migratori. Vita, che si ammala e si spegne, se si ferma.
E noi vorremmo distinguere ciò che non va distinto, separare ciò che, per natura, circola in continuazione, in continuo movimento alla ricerca dell’altro, nella natura e nella gente.
Ma Gesù ha grande fiducia in noi: «Ho ancora molte cose da dirvi, ora non potete portarne il peso».
Se ne va senza aver risolto tutto, sarà lo Spirito a guidarci alla Verità. Mi consola sapere, dalla bocca di Gesù, che in Dio scoprirò nuovi mari, e che nel Vangelo troverò ancora tesori inesplorati, per me.
La Verità di cui parla Gesù è la semplice e antica sapienza del vivere: una sapienza sulla nascita, la vita, la morte, l'amore, su me e sugli altri, per cui può dire dire: «io sono la verità» e insegnarci, con lo Spirito, il segreto della vita autentica.
Riprendiamo il senso antico dell'accoglienza, smettiamo di offendere la vita riportando attenzione alla reciprocità, anche piccola, anche semplice, e ovunque fiorirà il buono.

Nella nostra unità pastorale la Santissima Trinità rappresenta un ritorno alle origini. Nella chiesa parrocchiale di Ciano, all'avvio dell'anno pastorale 2016-2017, Don Bogdan, come nuovo parroco/moderatore dell’up Terre del perdono, consegnò le icone della Trinità di Rublëv ai 14 rappresentanti delle parrocchie. Essa è divenuta un simbolo: in ciascuna chiesa delle 14 parrocchie, infatti, tale icona è posta accanto all'altare maggiore.


La Ss. Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo) accompagni il nostro cammino!

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